Nel mondo delle minors la Pallacanestro Senigallia è un caso raro. Tra grandi piazze affamate, desiderose di vivere i fasti di un tempo e nuove potenze emergenti la Pallacanestro Senigallia si è sempre fatta valere con dignità e spirito combattivo nonostante le disponibilità economiche tutt’altro che faraoniche. In Serie B da quasi un ventennio, eppure nel pieno della crisi più profonda della sua gloriosa storia. Ironia del destino, le difficoltà non sono causate da una retrocessione o da una crisi finanziaria, bensì da aspetti organizzativi legati alla struttura da utilizzare per la campagna vaccinale nel territorio. La Pallacanestro Senigallia rischia seriamente lo sfratto dalla sua casa, il PalaPanzini, ad oggi unica soluzione idonea per la campagna vaccinale. La società del Presidente Moroni si troverebbe così costretta a fare i bagagli ed affrontare un destino per nulla radioso.

Non è questo il momento di puntare il dito o polemizzare, non servirà a risolvere la situazione, soprattutto in una fase che richiede unione d’intenti e non ulteriori divisioni, adesso servono i fatti. C’è un dettaglio però che fa riflettere: lo spettro dello sfratto incombe esclusivamente sulla Pallacanestro Senigallia su un totale di 64 squadre impegnate nel campionato cadetto. Un dato eloquente che porta inesorabilmente ad una conclusione: non ci sono strutture idonee nella seconda città della provincia di Ancona e quelle esistenti non sono state riqualificate in tempi accettabili. Che il turismo sportivo nella Spiaggia di Velluto non sia mai stato una priorità non lo scopriamo oggi, purtroppo però due società rischiano seriamente di pagare lo scotto più caro.

Il riferimento alle società non riguarda esclusivamente tutti coloro che orbitano intorno alla prima squadra, la Goldengas dispone infatti di un vivaio composto da circa 200 ragazzini e ad oggi i protagonisti del futuro rischiano di rimanere senza il loro amato sport. Che la campagna vaccinale abbia priorità assoluta è evidente, tuttavia trovare una soluzione che tuteli gli interessi di queste realtà significa garantire il valore dello sport, troppo spesso passato in secondo piano.

La Pallacanestro Senigallia vanta un passato glorioso che custodisce: speranze, passione, storia e rapporti umani tra tutti coloro che negli anni hanno creduto in questo progetto. Per alcuni la Pallacanestro Senigallia è addirittura un lavoro ed in qualità di professionisti hanno il diritto di essere equiparati ad altri operatori fortemente penalizzati dal Covid. Oggi parlare di basket giocato risulta difficile, la vera partita si gioca altrove, ma è indubbio che una situazione così complicata potrebbe portare con sé anche delle pericolose conseguenze sui risultati della squadra di Paolini. Il tempo stringe, la speranza è che le istituzioni coinvolte mettano sul tavolo tutto l’impegno necessario per evitare l’epilogo più drammatico e di certo più ingiusto.

di Nicolò Scocchera

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