Linda Rossi
Fintel

Continuano i nostri incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. In questa occasione abbiamo incontrato la pattinatrice Linda Rossi. Forte dei suoi successi su pista, da qualche anno si è dedicata prevalentemente al pattinaggio su ghiaccio. Come molti altri sportivi di carattere nazionale, sta proseguendo i suoi allenamenti aderendo alla campagna #iorestoacasa.

Quando e come nasce la tua passione per il pattinaggio?
Da piccola ero il classico “maschiaccio” con tanta voglia di giocare e divertirmi. I miei genitori fin dall’età di 5 o 6 anni hanno iniziato a farmi sperimentare qualche sport. Dopo alcuni allenamenti di tennis, di equitazione e di ginnastica artistica (questa proprio non era per me!) mi hanno portato ad una lezione di pattinaggio. E di lì a poco è scattata la scintilla dell’innamoramento con questa attività che per anni ho vissuto come un gioco, dove potevo essere spericolata come piaceva a me, dove mi divertivo e senza neanche accorgermi mi allenavo… Sembra impossibile, ma è così che sono arrivata a conquistare i primi importanti titoli a livello nazionale e internazionale.

Quale il risultato della tua ancora giovane carriera che ricordi con maggiore felicità?
Sarà perché è un successo recente, sarà perché era forse inaspettato, ma a questa domanda rispondo senza pensarci troppo: l’oro sui 100mt strada vinto a Pamplona (Spagna) nel 2019. È arrivato dopo alcune settimane dal Mondiale di Barcellona dove ero arrivata in forma ma dove non sono riuscita a trovare il giusto feeling con la pista e questo ha in qualche modo condizionato anche i risultati delle mie gare su strada. Non che fossi andata male, con un 5° un 6° e un 7° posto rispettivamente nell’Americana a squadre su pista, nel giro sprint e nella 100mt su strada, ma mi aspettavo qualcosa in più. Ecco, è così che mi sono presentata a Pamplona: fisicamente pronta ma ancora con il peso di quella confidenza mai trovata nel Mondiale. In realtà fin dalla prima gara ho capito che la musica sarebbe stata diversa, infatti da subito ho vinto il Bronzo nella 200mt crono pista, poi a seguire 2 Argenti prima nella 500mt team sprint e nella 1000mt in linea. Grazie a questi successi mi sono presentata alla partenza dei 100mt nell’ultimo giorno delle gare su strada molto carica, con il feeling ormai ritrovato. Ancora oggi ogni tanto rivedo il video di quella gara e provo le stesse emozioni di quel giorno.

In tanti ricordano con grande piacere i tuoi risultati ai campionati mondiali tenuti nel 2012 ad Ascolie San Benedetto del Tronto (medaglia d’oro su pista e medaglia d’argento su strada, ndr) e avevi solo 15 anni. Hai nostalgia per quel momento?
Sulla carta ero ancora troppo giovane per partecipare ma inaspettatamente è arrivata a sorpresa la convocazione Azzurra del CT Massimiliano Presti, che voleva approfittare della vicinanza della location per farmi fare un’esperienza internazionale importante, ma in una categoria superiore alla mia. Circa un paio di mesi prima a Senigallia, durante il Campionato Italiano avevo già battuto il record mondiale assoluto sui 300mt crono in pista, ed è così che nella stessa specialità ad Ascoli, dopo qualche settimana, ho vinto il mio primo titolo Mondiale, e poi l’Argento su strada nei 200mt crono. È stata un’enorme sorpresa per tutti, per me in primis ed anche per i tanti tifosi che a Senigallia iniziavano a seguirmi. Tra questi anche il Comune di Senigallia che da sempre mi sostiene e che in quella occasione ha organizzato al Foro Annonario un bellissimo tributo a me e al mio primo Oro Mondiale. Non smetterò mai di ringraziare la mia città, il sindaco Mangialardi e l’allora assessore Campanile per l’immensa emozione che mi hanno regalato e per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato.

Da ormai quattro anni, ti stai cimentando prevalentemente nella disciplina del pattinaggio su ghiaccio, dove tutt’ora stai anche ottenendo degli ottimi risultati: come è stato l’impatto iniziale? Quanta differenza c’è tra il pattinaggio “normale” e quello appunto sull’asfalto ghiacciato?
Ho deciso di iniziare una nuova avventura, anche e soprattutto grazie al mio allenatore FISR e preparatore atletico Michele Ravagli, che ha saputo costruire con me un progetto sportivo e professionale volto all’alto livello. È così che insieme abbiamo deciso di lavorare sulla doppia periodizzazione agonistica: ovvero in estate nel pattinaggio inline su ruote, in inverno nel pattinaggio su ghiaccio. Definirei il mio primo impatto… “traumatico”. Ricordo che i primi giri di pista li ho fatti tenendomi alla balaustra: uno shock! La prima cosa alla quale mi sono dovuta abituare è stata la lama che, contrariamente alle ruote, se non l’appoggi bene scivola anche lateralmente, la seconda è che la maggior parte delle gare sono a cronometro mentre su ruote si gareggia prevalentemente in gruppo, la terza è il freddo delle piste scoperte come a Helsinki dove in Coppa del Mondo Neo-Senior si è gareggiato a -16°C.

Obiettivi ed ambizioni per il futuro?
Se penso a quali siano le mie ultime più grandi soddisfazioni, il mio pensiero va su ruote al titolo Europeo vinto lo scorso anno a Pamplona nei 100mt su strada, mentre su ghiaccio alle recenti medaglie (4 ori e 1 argento, ndr) vinti a Minsk in Coppa del Mondo Neo-Senior su ghiaccio. Per questo vedo il mio futuro su entrambe le discipline, che ad oggi occupano lo stesso spazio nel mio cuore. Attualmente, essendo presente tra gli atleti di interesse nazionale pubblicati dalla FISR (Federazione Italia Sport Rotellistici) per un eventuale partecipazione a Europei, Mondiali e Olimpiadi, in merito alla campagna #iorestoacasa per l’emergenza Covid-19: proseguo gli allenamenti nella mia abitazione. Spero tutti, a prescindere se sportivi o meno, seguano questo esempio che molti atleti e non solo stanno promuovendo.

Intervista realizzata da Edoardo Diamantini

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