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Sabato 13 dicembre. Stadio “Bombonera”. Nona giornata del campionato amatoriale senigalliese, il secondo al mondo per efficienza organizzativa dopo l’Indian Super League. Di fronte, Capanna e Sant’Angelo, non proprio un derby ma qualcosa di simile.

Massi Marinelli, l’uomo che si è stancato di fissare le capre, arriva al campo scortato dall’unità S.W.A.T., dopo una lettera minatoria ricevuta giovedì 11 dicembre, dal testo enigmatico e per certi versi indecifrabile (“DOMANI HO FATTO SCIOPERO!”).

Formazione xeneizes: l’Imperatore Augusto tra i pali, linea difensiva composta da Dusan a destra, Pompa INAIL e Pippo centrali, Re Giorgio Frati a sinistra. Berinho, Pichichi e Gene a centrocampo. Il duo “Nuoce gravemente alla salute” Anto-Seve in avanti, con Ronaldo – quello sceso dall’areo dopo la finale di Francia ’98 – Gabbia.

Partenza sprint dei padroni di casa. Dopo 2′ Berinho ferma con un arabesque un traversone da calcio d’angolo: la palla batte sulla coscia del centrocampista e poi sul braccio. A termine di regolamento fallo involontario, ma per non per Bonsignore, che indica il dischetto, tra lo stupore dell’International Board (“Ma allora noi che cazzo ci stiamo a fare?!”). Si incarica dell’esecuzione Ricotti, ma Augusto intuisce due weekend prima la traiettoria e respinge. Sull’azione seguente, altro fallo di mano in area – questa volta netto – di Re Giorgio Frati, ma per la legge di Murphy, Bonsignore lascia correre.

La Capanna non esiste: difesa simil Pescara di Galeone, centrocampo nix, attacco non pervenuto. Il Sant’Angelo fa quel che vuole, ma Augusto è in giornata e sventa con 3/4 parate decisive ogni sortita offensiva dei neroverdi. Si va al riposo sullo 0-0 e per i padroni di casa è grasso che cola.

Nella ripresa, la gara diventa più brutta di un primo piano di Magalli: la Capanna arretra sensibilmente il proprio baricentro, mentre il Sant’Angelo non riesce quasi mai a rendersi pericoloso. Verso la metà del tempo, primo e unico tiro in porta della Capanna, con un colpo di testa di Genovali, deviato in angolo da Lupo… una sorta di cimelio storico, vista la pochezza in zona gol degli xeneizes, a secco da più di 3 gare!

Poi, come la nuvola dell’impiegato, ecco arrivare la tempesta indesiderata: Bonsignore, novello Thomas Edison, si inventa una punizione inesistente. Capitan Giulietti estrae dal cilindro una conclusione fantastica, ma è ancor meglio la respinta di Augusto, in versione Superman: la palla sbatte contro la traversa, ritorna in campo, ballonzola per un po’ sulla linea di porta e alla fine va dentro. Ultimo tocco di Luca Pompei, con Augusto visibilmente contrastato irregolarmente da alcuni giocatori avversari. Proteste al quadrato della Capanna e Pippo viene espulso per aver aggredito – diciamo così, ma in verità gli ha dato solo una spinta “amichevole” da dietro – il direttore di gara, che farfuglia qualcosa di sportivamente illogico e indica il centro del campo.

In pratica, finisce qui il match, perché la Capanna che non riesce a tirare in porta figuriamoci se può ribaltare il risultato contro un avversario che ha dimostrato di essergli superiore in tutto. 4^ ko di fila, 4° gara senza segnare e segnali di nervosismo a fine match: si prospetta davvero un bel Natale per la società di via Vittorio Veneto…

P.s.: nella foto, Vincenzo O’ Professore Belmonte nel suo nuovo ruolo… la bandierina umana! Voto alla prestazione: 7

2 pensiero su “La Capanna alza bandier(in)a bianca contro il Sant’Angelo”
  1. Spettabile Redazione di Senesparla,
    fino a oggi non ho mai risposto agli articoli che commentano le mie direzioni di gara, anche se conditi da abbondante satira (sul cui buon gusto lascio ad ognuno la sua personale valutazione), perché fin’ora c’era sempre stato un minimo sindacale di imparzialità.
    Se l’imparzialità diminuisce o viene a mancare, si parte dal tentativo di fare il giornalista e si arriva a fare il giornalaio (con tutto il rispetto per tale categoria di serissimi e onestissimi lavoratori).
    Nell’articolo dedicato alla gara Capanna/S. Angelo presente siamo arrivati all’assurdo di contestare decisioni legittime e falli clamorosi letteralmente arrampicandosi sugli specchi e con l’invenzioni di fantasiose motivazioni.
    Ma veniamo ai fatti:
    1) voi scrivete (cito): “……la palla batte sulla coscia del centrocampista e poi sul braccio. A termine di regolamento fallo involontario, ma per non per Bonsignore, che indica il dischetto……”, ebbene quando si scrive qualcosa, soprattutto se con l’intento di screditare l’operato di qualcuno, bisogna essere in grado di dimostrare ciò che si afferma, quindi vi invito a indicare qual è il passo del regolamento che contiene la perla di saggezza che citate. Non vi affannate a cercare, ve lo dico io, NON ESISTE! Al contrario la regola 12, sezione guida pratica, afferma che il criterio che deve adottare l’Arbitro per concedere un calcio di rigore è quello di “…… valutare se il contatto tra il pallone, la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se il calciatore allarga o alza le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone……” e, in effetti, questo è quello che io ho fatto: poiché si veniva da una situazione di gioco fermo (si ripartiva dall’esecuzione di un calcio d’angolo), valutato che il difensore non aveva avversari vicinissimi, considerato che il suo braccio era oltremodo discosto dal corpo e la mano sopra la testa, ho valutato che l’intenzione del giocatore fosse quella di costituire un maggior ostacolo al pallone e, quindi, ho decretato il rigore contro il Capanna. Tutto secondo regolamento;
    2) voi scrivete (cito): “……Sull’azione seguente, altro fallo di mano in area – questa volta netto – di Re Giorgio Frati, ma per la legge di Murphy, Bonsignore lascia correre…… ”, anche qui vi devo contraddire. In materia di calci di rigore la regola 12, sezione guida pratica, afferma che non deve essere considerato intenzionale il tocco con la mano del difensore se avviene “……per naturale effetto del movimento corporeo……” oppure perché “……per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone……”. Anche in questo caso ho applicato il regolamento: attaccante e difensore erano vicinissimi, l’attaccante del Capanna avanza palla al piede, il difensore da breve distanza cerca di contrastarlo, l’attaccante da distanza ravvicinata tira e colpisce la mano del difensore mentre questo tenta di fermarlo in corsa. Anche qui ho applicato il regolamento: si era nel mezzo di un’azione in movimento, l’attaccante tira da distanza ravvicinata, il difensore era in corsa e vi era il naturale movimento corporeo, ho applicato il regolamento e valutato il contatto non intenzionale;
    3) voi scrivete (cito): “……Bonsignore, novello Thomas Edison, si inventa una punizione inesistente……”, contesto assolutamente questa affermazione. La punizione che ho concesso contro il Capanna era assolutamente legittima: primo perché ho distintamente visto il contatto, secondo perché il fallo commesso era stato fatto, diciamo così, a ragion veduta al massimo 10 centimetri (ma guarda il caso!) fuori dall’area;
    4) la ricostruzione del goal del S. Angelo è, quanto meno, fantasiosa. Voi scrivete (cito) “……la palla sbatte contro la traversa, ritorna in campo, ballonzola per un po’ sulla linea di porta e alla fine va dentro. Ultimo tocco di Luca Pompei, con Augusto visibilmente contrastato irregolarmente da alcuni giocatori avversari……” e inoltre “……il direttore di gara, che farfuglia qualcosa di sportivamente illogico e indica il centro del campo……”, nulla di tutto questo! La verità, molto più semplice, è che dopo le traverse, i batti e ribatti e i ballonzolamenti vari, la palla è stata toccata di testa da un difensore del Capanna che, nel tentativo di allontanarla, la insaccava nella propria porta. Sul presunto contrasto irregolare al portiere posso affermare che, effettivamente, vi è stato un contatto tra il portiere del Capanna e due attaccanti del S. Angelo ma solo dopo che il pallone toccato dal difensore era stato messo in autogoal. In questi casi il regolamento prevede che, quando vi è la segnatura di una rete, il gioco si interrompe nel momento stesso che la palla va in goal e quindi non si possono infliggere sanzioni tecniche perché il pallone non è più in gioco. Nessun farfugliamento illogico, ma solo pedissequa applicazione del regolamento, basta conoscerlo!
    Un’ultima considerazione voi scrivete (cito): “……Pippo viene espulso per aver aggredito – diciamo così, ma in verità gli ha dato solo una spinta “amichevole” da dietro – il direttore di gara ……”.
    A parte il fatto che normalmente le persone non spintonano da dietro gli amici, ma trovo particolarmente grave che si cerchi di sminuire un atto di violenza che di amichevole non ha proprio nulla: una spinta alle spalle, all’altezza della scapola, che mi sbilancia in avanti e mi fa vacillare per circa due metri cos’ha di amichevole? Così si giustifica un atto violento che, a prescindere dal danno che produce, sempre violenza rimane! Che concetto avete dell’amicizia?
    Voglio credere, sperare, che sia solo una frase infelice per fare della facile ironia (da supermercato).
    Con ogni stima e rispetto vi auguro Buon Natale a voi e alle vostre famiglie.
    Luigi BONSIGNORE

    1. Luigi, la mia come ben sai è una descrizione spinta dall’umorismo – “novello Thomas Edison” ne è una testimonianza lampante – e da una critica che non risparmia neppure il sottoscritto. Per quanto riguarda le decisioni prese durante il match, è solo una questione di punti di vista: c’è chi vede delle cose in un modo, chi in un altro nel commentare una gara di pallone. Se ti ho offeso mi dispiace, non era mia intenzione. Per quanto riguarda l’espulsione di Pippo (Filippo Fratoni) era ovvio che fossi sarcastico… ho visto la spinta e non era certo “amichevole”… se lo fosse stata, non gli avresti dato il rosso, no?1 😀
      Ringrazio per gli auguri e ricambio.

      Antonello

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