Dopo 13 stagioni finisce il connubio sportivo tra la ASD Pallamano Chiaravalle e l’allenatore Albano Cocilova, autore quest’anno di una grande stagione in serie A2, che dice comunque di “lasciare le porte aperte”.

In questi 13 anni Cocilova ha visto giocare, crescere e debuttare almeno due generazioni di atleti chiaravallesi “al mio arrivo non c’era una squadra e siamo ripartiti dall’allora serie C”, ricorda lui, “era l’epoca dei Menditto, Alfonsi e Braconi. Dopo un anno di C andammo subito B, quattro anni di A2, di nuovo un unico anno di B e di nuovo promossi a lottare in A2. Lo scorso anno, se non fosse stato per l’interruzione del campionato, difficilmente ci saremmo salvati, ma quest’anno, costantemente senza metà rosa titolare, siamo riusciti a fare una grande stagione di A2 grazie ai sacrifici di giocatori come Cognini, Rumori, Santinelli, Russo e Brutti.

Per Cocilova i ricordi più belli della stagione appena conclusa vengono da una sconfitta (fuori casa contro Secchia Rubiera, persa per un gol) ed un pareggio (in casa contro Teramo): “entrambe le avversarie erano molto più forti di noi, ma rimanendo uniti e giocando da squadra siamo riusciti a metterle in difficoltà.

Non vuole essere ricordato come un allenatore, dice: “mi sono visto sempre più come un educatore. Se c’è una cosa che spero di aver insegnato ai miei giocatori è il rispetto. Rispetto per sé, per i compagni e per gli avversari. La pallamano è un gioco duro, per 60 minuti bisogna darsele ma finisce tutto col fischio finale. Vincere rispettando le regole, questo per me è importante.

Moltissimi sono stati i ragazzi delle giovanili che hanno esordito in prima squadra proprio grazie a Cocilova: “quest’anno è stato il turno di Battistelli, pivot che si impegna molto e ha grandi possibilità di crescita, ma se guardo la rosa vedo Medici, Vichi, Ballabio e molti altri ancora. Tutti giocatori che ho fatto esordire a 16 anni e che ora sono diventati pedine fondamentali della Pallamano Chiaravalle. Alcuni di loro, come l’ala destra Brutti, non sfigurerebbero in serie A1.

Un rimpianto c’è per il mister, quello di non aver mai potuto fare una stagione intera con un organico fisso: “purtroppo tra lavoro, infortuni e covid abbiamo dovuto cambiare la formazione titolare quasi ad ogni match. Mi sarebbe piaciuto restare un altro anno per poter avere un organico al completo.

Ora che futuro lo aspetta? “Non lo so ancora, di sicuro continuerò a lavorare con i bambini a Cingoli. Devo dire grazie alla dirigenza del Chiaravalle su tantissime cose. Quando mi chiamarono avevo smesso e mi hanno fatto riprendere la voglia di allenare. Venivo dal settore giovanile e mi hanno dato l’opportunità di allenare una prima squadra. Abbiamo avuto soddisfazioni a livello di risultati, fatto tanta strada dalla serie C alla A2 e tutto grazie anche ai vari Paoloni, Maltoni e Tanfani, persone eccezionali che fanno un grande lavoro dietro le quinte. Le porte non sono chiuse, magari tra qualche anno…

da ASD Pallamano Chiaravalle

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