Nella splendida cornice di Monte Alago di Nocera Umbra, si sono svolti domenica 18 ottobre i 18esimi campionati italiani di rulletto, che hanno decretato la chiusura della tribolata stagione 2020. Mentre nei palazzi romani si stava discutendo sul probabile stop di gran parte delle manifestazioni sportive, l’eco della grande iniziativa magistralmente organizzata in ogni minimo particolare dal “professor” Mauro Sabatini di Nocera Umbra, ha fatto propendere gli organi decisionali per la continuazione delle nobili discipline di ruzzola e rulletto, fermo restando tutte le attenzioni e gli accorgimenti previsti dai protocolli vigenti.

Oltre 80 atleti provenienti im gran parte dalle Marche, Umbria e Toscana, ma con una qualificata rappresentanza di Modena e addirittura da Cosenza, sono giunti sulla spianata situata nei pressi del Ristorante Pian delle Stelle a 1000 metri d’altezza, dalla quale si possono godere viste spettacolari che riconciliano con la natura. Ma non solo la natura ha fatto da protagonista in questa insolita giornata ottobrina, per noi iniziata alle 5 di mattino e non immagino a che ora per atleti ed accompagnatori giunti dalla Calabria. Viaggio tranquillo, con qualche pit-stop e drive-through per la necessaria tazzina di caffé, con incontri di folti gruppi di cacciatori alla ricerca di colombacci. Sulla salita per Monte Alago un’occhiata sulla sinistra della salita e lo spettacolo unico della coltre di nebbia che ricopre Gualdo Tadino in uno spettacolo incantato. Ma andiamo alle fasi sportive.

Si inizia col rito della pesata degli attrezzi (rulletto), con qualcuno che non passa l’esame, perché evidentemente tenuto per troppo tempo in mano e quindi troppo bagnato a causa dell’emozione. Poi dopo i sorteggi si va alla gara sui due percorsi divisi per categoria A e B. Dopo due appassionate serie di 8 lanci, fatta la somma dei piazzamenti, si passa alle fasi finali. Dieci lanci per decretare i campioni italiani. Due sfide appassionanti con continui ribaltamenti di fronte e sorprese a non finire. I maestri toscani e soprattutto quelli umbri si devono inchinare alla bravura e un po’ anche fortuna degli atleti maceratesi.

Nella categoria B, il vincitore è di Frontale e risponde al nome di Terenzio Nocelli, un pezzo d’uomo, un veterano che ha la meglio su Mario Sabatini di Nocera Umbra e su Alfredo Brunelli di Morano, che getta via letteralmente il titolo a due tiri dalla conclusione. Ricordiamo comunque che il Brunelli appena una settmana prima si era guadagnato con la sua squadra a Corinaldo il titolo di campione italiano di ruzzola. E quindi, diciamo che ha voluto far festeggiare anche gli altri.

Nella categoria A, il matelicese Flaviano Costantini ha avuto la meglio sul più esperto Giorgio Tangi e soprattutto sull’aitante perugino Alessio Mariotti, che aveva i favori del pronostico alla vigilia. Ma il vincitore, un uomo tutto pane, ciauscolo e Verdicchio di Matelica, ha stregato tutti con le sue movenze ed i suoi lanci imprevedibili. I suoi tiri sono un misto di salsa, merengue e tango argentino. Il suo rulletto va da una parte all’altra della carreggiata a tempo di musica e quando sembra stia per cadere, lui come nel ballo più famoso della terra di Maradona e Messi, lo riprende come fosse una donna e così l’attrezzio continua a correre. Pratica questa specialità da solo 3 anni, ma evidentemente, come il vino, il ballo ce l’ha nel sangue.

Non siamo riusciti ad intervistare il campione di B, anche perché lui è molto schivo e riservato, tant’è che dopo la prima fase eliminatoria, per il timore di essere promosso in serie A, alla vigilia della finale, era scomparso. Non si è mai saputo, se partito per trovare funghi o magari per altre necessità di cui non diamo menzione per ovvi motivi.

Ci sembra giusto citare i due ottimi piazzamenti dei nostri compaesani anconetani. Il bellissimo quarto posto dell’inossidabile Alberto Ceccacci di Genga – che secondo i bene informati per mantenersi così giovane pare dorma nei fine settimana all’interno delle Grotte di Frasassi – ed il sesto posto del Corinaldese Doc (molto Doc) Federico Frati, un campione di sciabola (pare sia un cugino di quinto grado dei fratelli Montano), prestato alla ruzzola ed al rulletto. Anche lui in lizza per il podio fino all’ottavo tiro, poi le sciabolate del sabato sera precedente gli sono state fatali.

Il pranzo finale è stato qualcosa di speciale. Tutti distanziati ma sopratutto affamati ed assetati. La cucina casalinga del locale a conduzione familiare della sig-ra Beatrice ha messo tutti d’accordo. Lasagne al tartufo, tagliatelle grosse, crescia cotta sotto la cenere, formaggi e salumi della migliore tradizione umbra, ed una mattonella di tiramisù in formato xxxll, ha fatto dimenticare tutte le fatiche he della intensa giornata. L’inno d Mameli ha ricordato che c’era anche la premiazione con trofei, medaglie e maglie per i campioni. Il Sindaco di Nocera, il Presidente della Figest Casadidio (oltretutto anche ottimo giocatore e finalista), oltre a Mauro Sabatini, hanno premiato tutti i finalisti e decretato il sucesso di una manifestazione che non ha evidenziato alcuna criticità, ma raggiunto livelli di eccellenza in ogni momento di tutta la giornata.

Per alcuni irriducibili non è terminata con la premiazione ma per meglio assimilare il “lauto pasto” ha visto necessari altri dieci lanci col rulletto per arrivare a sera in una sfida mista, Perugia, Ancona, Pesaro, semmai fosse necessaria per cementare ancorea di piuì la sana amicizia fra gli atleti, risultato finale naturale di queste manifestazioni sportive.

Cosi è se vi pare. E domenica… si ricomincia con la ruzzola.

di Giancarlo Rossi

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